domenica 31 marzo 2013

Ancora una settimana di tempo...

A grande richiesta e a causa della settimana di Pasqua è stata prorogata al 7 aprile la scadenza delle lettere con tema l'adozione.

Ancora una settimana di tempo, quindi, per riordinare, imbustare e spedire la tua lettera sull'adozione.

venerdì 29 marzo 2013

Ancora poche ore per una lettera

Ringraziamo tutti coloro che hanno già scritto e inviato la propria lettera al festival delle Lettere. Ringraziamo per i bellissimi racconti: Marta, Lorena, Giovanni, Luisa, Monica, Daniele, Roberta, Gianna, Teresa, Renata, Angela, Greta, Lorenzo e tanti altri...
Invitiamo chi volesse partecipare di affrettarsi a terminarle e a inviarle prima del 30 marzo (l'importante è che la versione elettronica arrivi via e-mail, poi seguirà la versione scritta a mano).
Ricordiamo a chi, pur avendo racconti ed emozioni nel cassetto della memoria, non avesse ancora iniziato la scrittura per timore o ansia di prestazione che non è un esame, che non devono necessariamente essere capolavori, che il contenuto, il racconto è prevalente sulla forma e sull'ortografia e che sono molteplici i lati da cui iniziare a mettere nero su bianco.
Si può, ad esempio scrivere una lettera a un figlio desiderato, una lettera al figlio mentre dorme, una lettera al figlio che aspetta in istituto, una lettera al figlio che leggerà quando sarà più grande, una lettera al figlio che ho abbandonato, una lettera alla madre d'origine, una lettera ai genitori adottivi, una lettera ai nonni che ci aspettano insieme al nuovo nipotino, una lettera alla madre che ci ha preceduto e che ha messo al mondo nostro figlio, una lettera al bambino che non siamo riusciti ad adottare e a salvare, una lettera a chi crede che la famiglia adottiva sia meno famiglia della sua, una lettera ai prossimi genitori di nostro figlio, una lettera a quelli che attendono di diventare genitori adottivi come noi, una lettera a noi stessi per ricordarci di queste emozioni così intense, una lettera a chi ha maltrattato il bambino che ora è nostro figlio, una lettera a chi ci ha aiutato ad adottare, una lettera a chi ci ha ostacolato nell'adozione, una lettera alla terra d'origine, una lettera a chi ci ha aiutato a sopravvivere fino all'adozione, una lettera al nostro giudice, una lettera al nostro ente, una lettera a...
Dopo questa data potrete inviare ugualmente i vostri lavori fino a quest'autunno ma sarà troppo tardi per contribuire allo scopo primario dell'iniziativa: parlare di adozione in modo semplice ed efficace in un evento culturale appetibile a tutti e quindi diffondere cultura dell'adozione.
Per i pochi lettori che non lo conoscessero, si allega il comunicato inviato a tutti gli enti e a tutte le associazioni di genitori adottivi per la maggior diffusione dell'iniziativa. Il nostro primo obiettivo è quello di diffondere una corretta cultura dell’adozione nella società. Per questo motivo abbiamo aderito alla prossima edizione 2013 del Festival delle Lettere, con la categoria fuori concorso “Lettere di un’adozione: frammenti di storie diverse”. A tal proposito vi chiediamo gentilmente di divulgare questa iniziativa tra tutte le persone interessate. In allegato alla presente trovate il comunicato stampa dell’evento; per ogni informazione e per il regolamento completo il sito è www.festivaldellelettere.it.

Una lettera ti mette a nudo
FESTIVAL DELLE LETTERE E ITALIAADOZIONI:
UNA NUOVA IMPORTANTE COLLABORAZIONE
TUTTA DA VIVERE

BANDO DI CONCORSO 2013 CATEGORIA
LETTERA DI UN’ADOZIONE:
FRAMMENTI DI STORIE DIVERSE
Milano, 3 dicembre 2012 - Il Festival delle lettere annuncia la nona edizione con tante novità e una nuova importante categoria. Dalla collaborazione con ItaliaAdozioni nasce Lettera di un’adozione, che invita tutti coloro che possono offrire una testimonianza diretta e indiretta di un percorso di vita adottivo a raccontare, sotto forma di lettera, la propria esperienza.
La richiesta è quella di scrivere una lettera che raccolga testimonianze ed aneddoti vissuti nel quotidiano, frammenti di vita o anche un solo episodio particolarmente significativo dell’esperienza dell’adozione. L’obiettivo è quello di tracciare uno spaccato del mondo dell’adozione raccontato dal punto di vista di chi è entrato in contatto con questa realtà. La lettera più bella sarà premiata al Teatro Dal Verme in occasione della IX edizione del Festival delle lettere, nell’ottobre 2013.
Condivisione di intenti, voglia di trasmettere emozioni vere, valore di chi crede che oggi sia ancora importante investire sui contenuti: sono questi alcuni degli ingredienti di un percorso che si preannuncia ricco di numerosi progetti.
Per partecipare è necessario inviare la propria lettera entro e non oltre il 30 marzo 2013.

Frammenti di lettere prese a caso:

Lettera alla zia del dialogo tra cugini, lei figlia biologica di 4 anni, lui adottivo di 3:
"Io sono figlio del Vietnam"
"Non puoi essere figlio del Vietnam, devi essere figlio di una mamma".
"Ma io non sono nato dalla mia mamma"
"Ma no tutti hanno una mamma, solo che alcuni la trovano prima come io con la mia, altri la trovano dopo un po' come te" 

Lettera alla nonna dal Brasile:
Il momento più emozionante della mia vita... quando siamo entrati in quel grande cortile assolato e sterrato con il passo di chi non sa cosa fare e un ragazzino che avevamo visto solo in fotografia si è avvicinato, ci ha preso per mano e ci ha condotto verso il suo angolo preferito all'ombra...

mercoledì 27 marzo 2013

Scegliere o non scegliere il bambino?

In Italia abbiamo un approccio all'adozione molto preciso: la normativa specifica che è necessario trovare dei genitori a un bambino in stato di abbandono. Operatori, enti, legislatori, giudici sono tutti d'accordo i figli non si scelgono, ma questa verità, questa certezza granitica potrebbe ammettere delle deroghe come descrive l'intervento seguente da un convegno francese...

Un ulteriore considerazione: non solo è necessario capire quanto sia possibile inserire in una coppia un bambino cosiddetto "special needs" (una definizione che forse è più discriminante che coinvolgente), ma con forme attente di affido internazionale si potrebbe giungere a una valutazione più precisa delle disponibilità e delle possibilità di concludere positivamente le adozioni più complicate da parte di tutti i soggetti in gioco. 

Bambini e famiglie d’adozione”, un'associazione di genitori in Francia che raggruppa più di 8000 persone, ha organizzato l’autunno del 2000 un Congresso sul tema dell'adozione e l'etica. 

...Sia l'adozione nazionale che l'adozione internazionale pongono importanti problemi etici. La domanda per bambini piccoli, in buona salute è di gran lunga superiore rispetto alla domanda di bambini più grandi, con qualche problema o handicap. Siamo sicuri che questa domanda elevata non spinga a fare pressione a scapito delle madri meno “protette” per ottenere bambini più piccoli ed in salute? Questa domanda non comporta il rifiuto di bambini che hanno gran bisogno di essere soccorsi? 

Sempre più paesi, ONG, organizzazioni non-governativi, e lo spirito della Convenzione del L’Aia spingono affinché i bambini piccoli ed in buona salute rimangano nei loro paesi e che lì siano adottati per assicurarne l'avvenire. Quando dei genitori pensano all'adozione, pensano che essa serve per creare una famiglia a misura di quella abituale, dunque pensano di adottare un bambino più piccolo possibile. Poi, quasi tutti i futuri genitori, desiderano accettare un bambino in buona salute; è un desiderio umano, logico. 

Invece, i bambini che hanno maggiore bisogno di una famiglia sono i bambini più grandi, handicappati fisici o mentali o con malattie gravi. Come collegare queste due speranze? Non si può esigere dai genitori adottanti di prendere in carico dei bambini che hanno bisogno di cure specializzate a lungo termine. Non si può chiedere loro neanche di sostituirsi ai Servizi Sociali o ai centri di cura di lunga durata. 

Si devono rispettare le loro capacità d’accoglienza. Infatti si sono avute restituzioni di bambini dopo l'adozione, quando non si era rispettato il desiderio dei genitori. Invece, si sono visti dei genitori ricevere o un bambino disabile, malato cronico ed accettare la situazione come l'avrebbero accettata se avessero loro stessi messo al mondo questo bambino. Adottare, come mettere un bambino al mondo, comporta dei rischi; ogni futuro genitore dovrebbe accettare il rischio legato al fatto di poter ricevere un bambino malato o handicappato. Ma bisognerebbe valutare il rischio di rigetto dopo l'adozione. Questo rigetto è più grave per il bambino adottato che ha già subito l'abbandono. Individualmente dunque, i genitori adottanti possono e devono riflettere sulla loro capacità di accogliere un bambino. Non hanno tutti gli stessi limiti e per il benessere del bambino e della famiglia, è importante rispettare questi limiti. 

Si dovrebbe approfittare invece, del tempo d’attesa di un'adozione per sensibilizzare i futuri genitori ai bisogni dei bambini più grandi, malati e handicappati. Alcuni potrebbero scoprire un arricchimento supplementare.
In California, i Servizi Sociali organizzano degli incontri tra futuri genitori e bambini in attesa d’adozione. Spesso avvengono dei colpi di fulmine che permettono alle persone di amarsi al di là di qualsiasi handicap. Parimenti, i Servizi Sociali dell’Ontario hanno deciso di porre delle foto di bambini con un breve riassunto su un sito internet per trovare delle famiglie ai bambini che resterebbero altrimenti nelle case famiglia o negli istituti fino alla maggiore età. 

Questi due approcci permettono a molti più bambini di realizzare il loro sogno di avere una famiglia.
Individualmente, abbiamo il diritto di rifiutare una proposta che non corrisponde alle nostre capacità genitoriali. Ma collettivamente, abbiamo la responsabilità di fronte a tutti gli altri bambini dei paesi stranieri che non troveranno una famiglia. 

Le numerose adozioni internazionali degli ultimi anni hanno avuto delle conseguenze insperate; parecchi orfanotrofi hanno migliorato notevolmente le condizioni di vita dei bambini e dei progetti formidabili come le "Grande-madri" in Cina hanno visto la luce. L'adozione internazionale ha provocato anche nei paesi d’origine una presa di coscienza del valore del bambino. Così il bambino occupa un posto importante nel discorso politico e le sue condizioni di vita sono migliorate parecchio ovunque. 

L'adozione ha portato anche a livello internazionale una riflessione sull'importanza del posto del bambino nella società, sull'importanza di fornirgli le migliori probabilità di avere una vita sana ed equilibrata. L'adozione internazionale porta anche prima una solidarietà ed una fraternità tra popoli inimmaginabili.
Difatti, i popoli dei paesi dove sono generati i bambini sono diventati la famiglia allargata degli adottanti e tutti si sentono riguardati dagli eventi che lì si svolgono. E soprattutto, l'adozione ha permesso alle centinaia di bambini di avere un progetto di vita familiare. Questo non è un sistema perfetto e non risolve tutti i casi di bambini che desidererebbero una famiglia, ma di rimbalzo l'adozione internazionale ha permesso a centinaia di altri bambini di ricevere migliori cure avere migliori condizioni di vita.

Fonte: Claire-Marie Gagnon, Texte paru dans «La Cigogne», journal de la Fédération des parents adoptants du Québec, Printemps 2001, pages 26-27

lunedì 25 marzo 2013

Che bell'Ente! Quasi quasi gli do il mandato....

Testa o croce di aldoaldoz (CC BY-NC-SA 2.0)
Quando una coppia è in procinto di scegliere l'ente autorizzato cui affidarsi per proseguire l'iter del percorso adottivo dell'Adozione Internazionale capita di incontrare vari approcci al problema. La scelta dell'ente è importante perché è il tramite indispensabile per arrivare a nostro figlio, perché in base all'ente si verrà indirizzati in una regione del mondo dove siamo aspettati e, ultimo aspetto, non per importanza, è la fiducia che dovrà ispirarci l'ente, senza questa componente sarà molto più difficile vivere l'attesa del fatidico incontro (osserviamoci con un po' di ironia e permettiamoci di fare qualche commento.)  

Approccio pragmatico: "vediamo tra i vari enti e paesi con un buon numero di adozioni recenti quali incontrano il nostro gradimento, ci informiamo bene e scegliamo ente e paese perché il binomio nell'adozione è inscindibile..."
Ci sembra che questo approccio sia un po' troppo asettico, possibile che non ci siano delle vostre preferenze, che non ci sia un bambino immaginario, che non ci siano simpatie o antipatie verso qualche ente?  

Approccio emozionale: "abbiamo visto in un documentario i bambini di quel paese e abbiamo immaginato che uno di loro fosse nostro figlio, erano tutti così belli, ci siamo innamorati del loro sorriso, dei loro occhi... tutto molto bello..."
Ma vostro figlio non sarà tra quelli che avete visto, darei un po' di importanza anche ad altri aspetti più pratici. 

Approccio da trasferta: "in quel paese si adotta con un solo viaggio e la permanenza è breve, gli alberghi sono confortevoli e costano poco..."
Se doveste organizzare una vacanza sareste bravissimi a pianificarla, ma per un'adozione mi sembrano problemi non di primaria importanza. 

Approccio idealista: "il paese è la conseguenza della nostra scelta di affidarci a quell'ente che si ispira proprio alle idee che combaciano perfettamente con le nostre..."
Se l'ente è anche in grado di aiutarvi a trovare un figlio in tempi ragionevoli mi sembra un buon inizio. 

Approccio sociale:  "in quel paese, sono così poveri e i bambini muoiono di fame, malattie, ecc. e così vogliamo andare proprio lì ad adottarlo e salvarlo..."
Quasi tutti i paesi da cui provengono bambini in adozione versano in condizioni simili. Povertà, malnutrizione, malattie (cose fortemente connesse tra loro) colpiscono soprattutto i bambini e la disgregazione del tessuto sociale rende tutto molto difficile... 

Approccio lavorativo: "non possiamo andare troppo lontano o non possiamo assentarci dal lavoro per troppo tempo... per il lavoro che faccio non riusciamo a liberarci..."
Una volta nella vita si può anche cercare di staccarsi da queste catene! L'adozione quasi sempre si fa una volta sola nella vita. Per una motivazione così importante, grande e unica, (cercare vostro figlio!) potreste anche non pensare all'ufficio, al lavoro, ecc. 

Approccio economico: "andare così lontano ci costerebbe troppo e non siamo in grado di arrivare a tanto..."
Probabilmente la vostra automobile costa di più del costo dell'adozione di un figlio in qualsiasi parte del mondo (poi ci sono detrazioni, rimborsi, ecc.). Meditate..." Vale quello scritto sopra: per una volta nella vita... 

Approccio razziale: "nel contesto in cui viviamo non è pensabile avere un figlio di colore o di razza troppo diversa dalla nostra, non potrebbe convivere con la ristrettezza mentale di alcune persone che ci circondano..."
Palle! (sorry) per un figlio si lotta anche contro i pregiudizi, ma ci vogliono delle risorse e delle convinzioni personali che forse non avete. Attenzione, poi, che quelle stesse persone riescono a trovare il modo di emarginare il bambino adottivo più biondo del mondo. 

Approccio culturale: "noi amiamo la cultura di quel paese e vogliamo adottarlo insieme a nostro figlio, conosciamo tutte le ricette, la cultura, la religione, le usanze e il folclore..."
Se c'è anche qualcos'altro di più profondo che vi spinge ad adottare, ben vengano anche le ricette... 

Approccio "credi nell'ente": "abbiamo scelto l'ente perché la persona che ci ha incontrato è stata così gentile e ora il nostro ente ci ha assicurato che è il paese con i bambini più adatti a noi..."
Occhio! un po' di spirito critico non guasta mai, credeteci, ma non troppo e fate qualche verifica. A volte un po' di scetticismo salva da sgradite sorprese. 

Approccio "segui il consiglio": "nel tal paese con il tal ente i nostri amici si sono trovati così bene, vogliamo ripetere la loro esperienza..."
Tutte le adozioni sono diverse tra loro come tutte le coppie e tutti i bambini sono diversi tra loro, quindi sarà difficile ripetere esattamente la stessa esperienza, ma comunque è già un buon punto di partenza avere l'esperienza di qualcun altro che vi dà un idea di cosa affronterete. 

Approccio da internet: "nel nostro forum preferito ci hanno consigliato questo paese e questo ente, ne parlano così bene..."
Attenzione. I partecipanti ai forum sono pressoché anonimi e non tutto quello che viene scritto è oro colato. Non c'è nessuno che garantisce la veridicità di ciò che viene scritto... Meglio se verificate attentamente e cercate delle conferme. 

Conclusione?
In realtà il metodo migliore non esiste... forse c'è un pizzico di buono in tutti i modi che abbiamo preso in giro, è meglio bilanciare le motivazioni, essere aperti a varie possibilità per arrivare a una scelta ponderata non troppo dettata da aspetti emotivi, ma nemmeno da aspetti solo logici, logistici e di calcolo. La soluzione ipotizzata sarà comunque un compromesso. Partire dai freddi dati statistici selezionando un insieme di soluzioni percorribili, riducendo la numerosità, per poi stilare una lista in base al proprio sentire oppure ridurre il numero delle possibilità in base a motivazioni emotive e in seguito scegliere tra le soluzioni rimaste in base ai numeri, non c'è la ricetta migliore, ma l'obiettivo rimane sempre lo stesso per tutti: riuscire ad adottare bene e in tempi ragionevoli. I tempi prospettati a priori in certi casi (3, 4 anni o più) non sono accettabili. Certo è possibile che in alcuni casi i tempi si dilatino per incidenti di percorso non prevedibili, ma partire con anche solo il sospetto di dover attendere così tanto non ha senso e può mettere in crisi la vocazione adottiva anche delle migliori coppie.

mercoledì 20 marzo 2013

Le adozioni calano... perché?



dopo il picco del 2010 quando ci si illudeva di essere lanciati verso numeri mai visti e dopo il lieve calo del 2011, nel 2012 è avvenuto un tracollo di oltre il 20%

anno 2000* 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
N.adozioni 346 1796 2225 2772 3402 2874 3188 3420 3977 3964 4130 4022 3106

(*) i dati relativi al 2000 sono riferiti a 46 gg. (dal 16/11/2000 al 31/12/2000)

Perché?

Probabilmente qualche risposta più precisa la avremo alla pubblicazione del report completo (che tarda) perché fin'ora si sono analizzati i dati dell'anteprima di gennaio...

Continua in www.italiaadozioni.it/?page_id=6950 

lunedì 18 marzo 2013

Al supermercato dei bambini

Invito tutti alla riflessione su quanto sia distante la nostra concezione dell'adozione e quella dei paesi come gli USA (nazione che adotta di più nel mondo ma mancato firmatario delle convenzioni internazionali sull'adozione come quella de L'Aja)
La logica è quella delle agenzie a scopo di lucro che procurano figli agli americani (coppie o single) che ne vogliono, dell'età e caratteristiche somatiche che preferiscono e provenienti dal paese che preferiscono. Gli  USA hanno un attegiamento molto disinvolto verso la convenzione de L'Aja, gli americani possono scegliere in uno spettro più ampio di paesi rispetto a noi. Possono cercare figli nei paesi firmatatri e in quelli non firmatari. Con la forza del potere d'acquisto e del denaro profuso dalle potenti ONG, dalle fondazioni, (spesso aiutate dalle multinazionali che usano i progetti di cooperazione per nascondere le pratiche di colonizzazione economica negli stessi paesi) arrivano ad adottare bambini più piccoli, in tempi molto brevi (pochi mesi) e con metodi a volte al limite della compravendita.


 

Pagina principale di Rainbowkids.com

Avete mai acquistato un libro, un dvd o un cd in uno dei numerosi siti di e-commerce (Amazon, Ibs, InMondadori, ecc)? Ci si registra, si compila una breve scheda anagrafica, si specificano le proprie preferenze, si inserisce la propria mail e una password, si riceve una mail e rispondendo a quella si è fruitori del catalogo... Ecco così se si è cittadini USA si può fare anche per l'adozione. Anzi per vedere il catalogo basta una mail valida e dopo aver compilato una scheda come quella che è riportata qua sotto si entra nel catalogo.
Com'è fatto il catalogo? Ad esempio così:


Cercando bene (la lista è di quasi 2000 righe) ci sono numerosi bambini anche molto piccoli ma per molti di loro almeno si è evitato di pubblicare la foto, ma non è sempre così. Se si prosegue selezionando una riga si entra nella scheda personale del bambino... ad esempio (la foto sul sito NON è artefatta):

 
Alla fine si può aggiungere il bambino al proprio MYRAINBOWKIDS (che è come il carrello dei siti di e-commerce) e si procede tramite l'agenzia che se ne occupa.

Secondo me ogni commento è superfluo!

domenica 10 marzo 2013

10 buoni motivi per non volerlo bianco (Europeo)

Kinder (CC BY-NC-ND 2.0) by sheilaz413
10 buoni motivi per non volerlo bianco (Europeo)... 10 spunti tratti dal web e dai corridoi. Cose dette con leggerezza perché ci si considera razzisti solo se si rifiuta un figlio 'diverso' ma non si considera razzismo fare il viceversa. 10 opzioni diverse per illudersi di avere validi motivi per poter scegliere il colore della pelle del prossimo figlio.













  1. Perché vogliamo che appaia subito a tutti che è un figlio adottato e che non ci sia il minimo dubbio. (Opzione "adoption pride")
  2. Perché i bambini bianchi che arrivano dall'Europa dell'est hanno sofferto molto di più, sono stati trattati male sia negli istituti che in famiglia... (Opzione "invece gli altri...")
  3. Perché i bambini che arrivano dall'Europa Orientale sono mediamente più grandi e noi preferiamo che sia il più piccolo possibile. (Opzione "piccolo è meglio")
  4. Un bambino asiatico o africano sarà più facile adottarlo in tempi brevi perché sono tanti i bambini abbandonati e sono meno i genitori che li vogliono adottare. (Opzione "mettetevi in coda")
  5. Adottare in Est-Europa costa di più, molto di più, c'è più burocrazia, più complicazioni, il viaggio è più breve ma gli alberghi sono più cari... (Opzione "risparmia tempo e denaro")
  6. Così non avremo la tentazione di considerarlo nostro (!?) e di tacergli le sue origini. (Opzione "siamo incontrollabili")
  7. Siccome le pratiche che si attuano negli orfanotrofi dell'Europa Orientale spesso non sono trasparenti, noi non vogliamo alimentare affari poco chiari che potrebbero essere legati a forme di soppruso e corruzione. (Opzione "l'onestà prima di tutto")
  8. Perché così quando andremo in giro apparirà subito che non è nostro (!?), così quando entreremo in un locale o quando andremo al cinema tutti si volteranno e saremo al centro dell'attenzione... Un bambino esotico sarà estremamente più interessante, cool, e noi ci divertiremo un 'sacco' a vedere le facce stupite degli altri... (Opzione "no-ordinary-family-show")
  9. ...così voglio proprio vedere la faccia di quel fascista di mio suocero quando gli porto un bambino nero... (No comment)
  10. ...è dal concerto 'Live aid' dell'85 che sogniamo di adottare uno dei piccoli bambini neri che ci hanno mostrato mentre soffrivano la fame... ora che abbiamo intrapreso questa strada non vediamo l'ora di coronare quel desiderio... (Premio "meglio tardi che mai")
Ci sono coppie che hanno molti dubbi e pregiudizi sul colore della pelle, sull'età ed altre caratteristiche del bambino. Le motivazioni che ci fanno immaginare nostro figlio con dei tratti somatici specifici dovrebbero essere istintive e non nascondere ragionamenti contorti legati più all'ignoranza che alla realtà. Tutto ciò, negli anni futuri, potrebbe comportare gravi conseguenze fino a giungere a un vero e proprio fallimento adottivo.

mercoledì 6 marzo 2013

10 Buoni motivi per volerlo bianco...

10 Buoni motivi per volerlo bianco... 10 spunti tratti dal web e dai corridoi, cose non dette nelle sedi opportune, taciute per vergogna o per paura di non apparire adatti all'adozione. 10 opzioni diverse per illudersi di avere validi motivi per poter scegliere il colore della pelle del prossimo figlio.










  1. Perché abbiamo già dovuto rinunciare a un figlio naturale, e ci sentiamo in credito con il destino per cui ora lo vogliamo piccolo, bianco e il più simile a noi che si può... ma è anche per il suo bene perché i genitori contenti fanno il figlio felice. (Opzione rivendicativa)
  2. Perché a scuola, non essendo diverso, si potrà integrare molto meglio con tutti gli altri bambini e ambire a risultati migliori. (Opzione educativa)
  3. Perché così i nostri genitori si potranno sentire veramente nonni compiuti e non si dovranno vergognare del nipote e perché così si potrà trovare a suo agio quando ci ritroviamo tutti con gli zii, le zie e i cuginetti. (Opzione famiglia allargata)
  4. Un figlio bianco riuscirà più facilmente a diventare qualcuno, a laurearsi, a trovare un lavoro di qualità e a diventare qualcuno... Non voglio un figlio fattorino. (Opzione carrierista)
  5. Così, quando cresce, sarà più facile per lui trovare moglie o marito qui in Italia. Potrebbe perfino non raccontare le sue origini. (Opzione accasante)
  6. Perché per il suo bisogno di appartenenza alla nostra famiglia, avrà bisogno di essere più simile possibile a noi. Altrimenti potrebbe diventare un disadattato, traumatizzato o un fallito. (Opzione preoccupata)
  7. Vorrei adottare un bambino italiano o russo... insomma lo vorrei di pelle bianca perché ho visto l'esperienza di un bambino del quartiere dove abito che è brasiliano e tutti lo chiamano il neraccio e a me fa tantissima pena... si sente diverso. Visto che la gente è cattiva vorrei evitare a mio figlio queste discriminazioni. (Opzione compassionevole)
  8. Perché così quando andremo in giro non apparirà subito che non è nostro. Altrimenti quando entreremo in un locale, quando andremo al cinema tutti si volteranno e saremo al centro dell'attenzione... Un bambino nero sarà sempre nero e da grande, quando andrà a cercare lavoro, lo guarderanno così, quando entrerà in un negozio, insomma sarà nero e giudicato non per l'italianità acquisita ma per il colore... (Opzione shopping)
  9. ...Non è facile adottare un bambino straniero per di più di colore, ovviamente tutti noteranno che lui è nero e noi no... e quindi serie di commenti... mentre col bimbo bianco potrebbe sembrare proprio nostro figlio, addirittura col tempo assumerà gesti e atteggiamenti da sembrare proprio nostro figlio. (No comment)
  10. ...Non voglio un bambino nero solo perché so in che società viviamo e non voglio recare maggior sofferenza solo per il mio desiderio di maternità... (Premio bontà d'animo)
Ci sono coppie che hanno molti dubbi e che evidenziano limiti inconfessabili sul colore della pelle, sull'età ed altre caratteristiche del bambino. Difficilmente riusciranno a soddisfare le proprie ambizioni e trovare un figlio che corrisponda all'immagine ideale che cercano nell'adozione. Ciò potrebbe comportare gravi conseguenze nel tempo fino a giungere a un vero e proprio fallimento adottivo.